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AgID e SIRM: al lavoro per l'evoluzione del management del dato sanitario

  • Mercoledì, 21 Febbraio 2018
AgID e SIRM: al lavoro per l'evoluzione del management del dato sanitario

di Redazione

Il 24 gennaio 2018 AgID, in collaborazione con la società italiana di Radiologia medica e Interventistica(SIRM) ha pubblicato le “Linee guida per la Dematerializzazione del Consenso Informato in Diagnostica per Immagini” contenute nella Circolare n.1.

L’intento delle disposizioni è quello di favorire l’automazione di alcuni processi cruciali quali la raccolta del consenso e il trattamento stesso dei dati sanitari dei pazienti, agendo sull’interoperabilità e l’integrazione dei sistemi informatici attualmente in uso in ambito sanitario. La portata del cambiamento appare di tutta evidenza, tanto da prospettare una totale revisione di alcuni aspetti privacy propri del management del dato sanitario, sulla scia della progressiva dematerializzazione di documenti, quali ad esempio le cartelle cliniche, in osservanza di quanto disposto dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione.

Va inoltre precisato che l’intento di AgID è quello di allinearsi a quanto disposto in tali materie sia dal Regolamento eIDAS (Regolamento UE n. 910/2014) sia dal GDPR (Regolamento UE n. 679/2016, esecutivo a partire dal prossimo 25 maggio) senza tralasciare ovviamente il CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale), la stessa introduzione del Consenso informato dematerializzato (DCI) è da interpretare in questa prospettiva.

Le linee guida, frutto di un complesso iter di sperimentazione, promosso dalla SIRM (a cui hanno aderito 16 strutture radiologiche e varie aziende IT), hanno una platea di destinatari particolarmente ampia, andando ad interessare l’ambito ospedaliero e ambulatoriale, sia pubblico che privato.

Durante la fase preliminare si è verificata l’utilizzabilità della firma grafometrica, un tipo di Firma elettronica Avanzata (FEA), per raccogliere il consenso informato e la sottoscrizione del questionario anamnestico da parte dei pazienti. Le disposizioni individuano tre figure coinvolte nella acquisizione del consenso: il personale amministrativo, il personale sanitario non medico e il personale sanitario medico, i cui ambiti di intervento si sviluppano in due fasi distinte.
Nella prima fase, in cui sarà parte attiva il personale amministrativo, è disposta l’identificazione del paziente e l’acquisizione del consenso per l’utilizzo della firma grafometrica e per il trattamento dei dati biometrici. È bene ricordare che sebbene il consenso venga fornito “una tantum”, esso è comunque revocabile in ogni momento, così come disposto nel DPCM del 22 febbraio 2013.

La seconda fase, diretta all’acquisizione del consenso informato ad opera degli operatori sanitari, si divide in due passaggi:
1) l’acquisizione del consenso al trattamento da parte del personale sanitario non medico che nella fase di accoglienza del paziente, provvede a sottoporgli l’informativa e a raccogliere il consenso a sottoporsi all’indagine diagnostica per immagini;
2) il personale medico, invece si occupa dell’acquisizione del consenso del paziente, utilizzando la firma grafometrica dello stesso, a cui seguirà una controfirma a mezzo della firma digitale del medico stesso, concludendo il processo.

La prospettiva, a cui questa sperimentazione apre le porte, sembrererebbe quella dell’introduzione della tecnologia Blockchain come valido supporto al management del dato sanitario: sarebbe infatti auspicabile l’impiego di un database distribuito, che operi sfruttando più nodi di una rete. In tale scenario si pone la possibilità di optare per due distinte soluzioni volte a consentire l’utilizzo dei Blockchain: una con autorizzazioni che restringano l’accesso a un gruppo predeterminato di utenti, l’altra invece, priva di autorizzazioni.

Essendo un discorso incentrato sull’ambito sanitario, quindi afferente a dati particolarmente sensibili, l’opzione più adatta risulterebbe la prima delle due, in considerazione del fatto, che la suddetta modalità consente un controllo maggiormente permeante, oltre a permettere un migliore monitoraggio dei propri dati ad opera del paziente.  

I risultati dalla sperimentazione sono stati raccolti all’interno del “Documento di sintesi della Sperimentazione -Dematerializzazione del Consenso Informato in ambito radiologico”. 

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