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Costituzione start-up innovative con firma digitale: sono tutti d’accordo?

  • Mercoledì, 27 Luglio 2016
Costituzione start-up innovative con firma digitale: sono tutti d’accordo?

Enrica Maio - Digital & Law Department

Recentemente è stato pubblicato, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, il decreto direttoriale 1 luglio 2016 che approva le specifiche tecniche per la redazione del modello standard di atto costitutivo e statuto delle start-up innovative in forma di società a responsabilità limitata, (così come previsto dall’art. 4, comma 10 bis del Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2015, n. 33). Contestualmente, è stata pubblicata anche la Circolare 3691/C dell’1 luglio 2016, la quale contiene le disposizioni applicative del citato decreto direttoriale che del decreto ministeriale 17 febbraio 2016. Appare utile ricordare che lo scopo del Decreto Legge n. 3/2015 è quello di favorire l’avvio di attività imprenditoriali e di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di start-up innovative e di incubatori certificati. Esso ha introdotto, inoltre, la possibilità di costituire le società destinate all’iscrizione nella sezione speciale delle start-up innovative attraverso atto pubblico oppure per atto sottoscritto attraverso l’apposizione di firma digitale. Con il successivo Decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2016 sono state stabilite, inoltre, le modalità di redazione degli atti costitutivi di S.r.l. start-up innovative.  Tornando all’analisi del decreto direttoriale in commento, appare opportuno aprire innanzitutto una piccola parentesi per evidenziare la presenza di una grave imprecisione nell’art. 1, laddove viene precisato che l’atto costitutivo e lo statuto della S.r.l. sono redatti in modalità esclusivamente informatica “e portano l’impronta digitale di ciascuno dei sottoscrittori apposta a norma dell’art. 24 del C.A.D.”: sembrerebbe che il riferimento a tale “impronta digitale dei sottoscrittori” sia un refuso, da intendersi invece come richiamo alla firma digitale. Dunque, per poter costituire una start-up innovativa, avente forma di s.r.l., è innanzitutto necessaria la firma digitale, a norma dell’art. 24 del CAD, da parte di ciascun contraente (o da parte dell’unico sottoscrittore, nel caso di S.r.l. unipersonale), la quale sarà apposta sul documento elettronico formato ai sensi degli artt. 20 e ss. del CAD: non sono previste modalità di sottoscrizione elettronica alternative, soprattutto al fine di consentire la verifica ai sensi dell’art. 11 della direttiva del 16 settembre 2009, n. 2009/101/CE e delle norme antiriciclaggio. Pertanto, non è ammissibile né tanto meno legittima, alla luce della nuova normativa, la costituzione di tali società con un documento nato su supporto analogico, sottoscritto, poi, autografamente dai contraenti e successivamente scansionato e trasmesso all’ufficio del registro delle imprese.  Sarà onere dell’ufficio del registro delle imprese - all’atto dell’iscrizione in sezione ordinaria della s.r.l. start-up costituita secondo le modalità sopra indicate - porre in essere non solo controlli di legalità formale, ma anche di verifica antiriciclaggio. È ovviamente necessario che per l’apposizione della firma digitale per la costituzione della società start-up ciascun firmatario sia giuridicamente capace. L’apposizione della firma digitale ai sensi dell’art. 24 del CAD, garantisce infatti che, in sede di rilascio “a vista”, sia stata già effettuata dall’autorità di registrazione la verifica dei requisiti. Infatti, per la generazione della firma digitale deve adoperarsi un certificato qualificato che, al momento della sottoscrizione, non risulti scaduto di validità ovvero non risulti revocato o sospeso. Attraverso il certificato qualificato sono rilevate la validità del certificato stesso e tutti gli elementi identificativi del titolare e del certificatore, oltre agli eventuali limiti d’uso. In merito ai controlli da effettuarsi a norma della disciplina antiriciclaggio, nei casi in cui la sottoscrizione dell’atto costitutivo non avvenga presso la Camera di Commercio, trova applicazione l’articolo 28 del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231, il quale prevede che gli obblighi di identificazione e adeguata verifica della clientela si considerano comunque assolti, anche senza la presenza fisica del cliente, anche “per i clienti i cui dati identificativi e le altre informazioni da acquisire risultino da atti pubblici, da scritture private autenticate o da certificati qualificati utilizzati per la generazione di una firma digitale associata a documenti informatici ai sensi dell’articolo 24 del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82”. Le disposizioni contenute nel decreto direttorio hanno acquistato efficacia il 20 luglio 2016: ad oggi, quindi, gli atti costitutivi e gli statuti delle start-up innovative in forma di società a responsabilità limitata possono essere redatti e sottoscritti con firma digitale secondo le modalità previste dall’art. 24 del CAD attraverso la piattaforma startup.registroimprese.it, modalità del tutto facoltative e alternative rispetto alle modalità ordinarie tramite atto pubblico.   Non tutti, però, hanno accettato pacificamente la nuova normativa. Il Consiglio Nazionale del Notariato, infatti, ha dichiarato la propria volontà di presentare istanza di ricorso al Tar Lazio contro il Decreto del 17 febbraio 2016, e conseguentemente, contro il decreto direttoriale del 1 luglio 2016 e la circolare 3691/C 2016, adducendo la motivazione che tale normativa, consentendo alle start-up innovative di costituirsi utilizzando la firma digitale senza ricorrere alla consulenza di un notaio, potrebbe portare all’aumento dei potenziali rischi legati a fenomeni di furti d’identità e casi di infiltrazione di tipo mafioso. A questo punto non resta che aspettare per conoscere quale sarà l’esito del ricorso, sperando si riesca a trovare un compromesso tra la semplificazione del processo di costituzione di start-up innovative, che il decreto introduce, e la tutela della sicurezza e della privacy.

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